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Usare il computer significa anche produrre circa 14 kg di rifiuti elettronici a testa
Lo scorso agosto sono scaduti i termini posti a carico dei paesi membri dell' UE per la conversione in leggi nazionali di due
direttive comunitarie.
Tali direttive sono volte a contrastare i danni ambientali derivanti dall'incremento costante di rifiuti elettrici ed
elettronici.
Attualmente tali rifiuti vengono sotterrati o inceneriti. Questi processi, a causa dei contenuti altamente pericolosi ed inquinanti
di tali rifiuti, contribuiscono alla contaminazione da piombo e metalli pesanti di suolo ed atmosfera. Le quantità di inquinanti
disperse ogni anno nell'ambiente sono ragguardevoli, se si considera che ad oggi, ogni cittadino europeo produce mediamente 14 kg
di rifiuti elettrici ed elettronici ogni anno.
Il commissario europeo all'ambiente Margot Wallstr?m si è detta insoddisfatta dell'attenzione dimostrata dagli stati membri
verso queste importanti direttive.
Alla scadenza dei termini infatti solo la Grecia aveva provveduto all'attuazione delle direttive stesse.
Nello specifico, le due direttive impongono, ai produttori di realizzare le loro apparecchiature in modo da facilitarne la
riutilizzazione e il riciclaggio, eliminando l'utilizzo di metalli pesanti, come piombo e cadmio e agli stati membri di
raccogliere ogni anno almeno 4 kg di rifiuti elettronici per ogni cittadino.
In Italia le iniziative di recupero e smaltimento dei beni durevoli sono ad oggi affidate alla volont? dei singoli e alle iniziative
imprenditoriali di chi crede nella tutela dell'ambiente.
Tra questi sicuramente la ditta Vallone Srl che ha fatto del riciclaggio dei beni durevoli il suo core business, brevettando
diversi sistemi per il loro smaltimento senza danni per l'ambiente. Nell'attesa che le istituzioni recepiscano le direttive europee
in materia Vallone Srl rappresenta l'intermediario ideale per privati ed aziende nella gestione dei beni durevoli a fine vita.
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