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Il protocollo di Kyoto compie due anni

Lo scorso Venerdì 16 febbraio ricorreva il secondo anniversario della firma del protocollo di Kyoto. Anche l’Italia, per festeggiare il “buon compleanno” ha aderito alla terza edizione della “Giornata internazionale del risparmio energetico” con l’iniziativa dal titolo “M’illumino di meno”. La proposta è partita dal ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio e dal presidente dell’Anci, Leonardo Domenici che hanno invitato a festeggiare l’evento con un black out volontario di tutte le luci e di tutti i dispositivi elettrici non indispensabili, dalle ore 18 alle 19 del giorno stesso. L’invito era rivolto agli Enti e Amministrazioni, sia pubblici che privati, alle associazioni, alle società, alle scuole, alle aziende, … nonché ai privati cittadini.
Si è registrata un’adesione notevole alla iniziativa ma non massiccia come sarebbe stato auspicabile. Ancora una volta si è visto come non manchi la sensibilità al problema ma sia difficile rinunciare alle abitudini, ai piccoli gesti quotidiani che portano ai consumi in eccesso, per dimostrare come un altro utilizzo dell’energia sia possibile.

L’impegno del ministro per l’ambiente, comunque, prosegue e si articola anche in altri campi previsti nel protocollo di Kyoto, come quello dei rifiuti urbani e delle attività illecite ad essi connesse. Martedì 20 febbraio è stato presentato il nuovo Rapporto Apat sui rifiuti, in cui il ministro evidenzia come ogni abuso o illecito di oggi diventi un delitto e una uccisione in futuro; ma proprio perché il risultato ambientale è ritardato, non si ha la diretta consapevolezza dell’uccisione. Manca la percezione del “delitto ambientale” come pure è carente o manca del tutto la legislazione in merito.

Il ministro ha presentato uno studio sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite da sanzionare o da stroncare; ha evidenziato come ci siano troppe emissioni nocive nell’atmosfera e ha indirizzato investimenti migliorativi sul piano della sicurezza ambientale; ha proposto interventi repressivi e altri incentivanti, sia normativi che finanziari, per le amministrazioni e per le aziende interessate. Ha evidenziato l’urgenza del problema rifiuti che può trovare soluzione solo in un disegno di legge appropriato e in un decreto legge di immediata efficacia. Come primaria attività da spronare e da incentivare, il ministro Pecoraro Scanio ha posto quella della raccolta differenziata, dei prodotti da materie riciclate e delle industrie che se ne occupano.

I contenuti del Rapporto Apat di cui sopra non possono che suscitare approvazione da parte delle ditte che si occupano del riciclaggio dei rifiuti. Una delle più importanti è la Ditta VALLONE che è sorta - ancora in tempi lontani, per merito della sensibilità dei fondatori - proprio con l’obiettivo del recupero e del riciclaggio dei rifiuti tossici e non. Essa vede riconosciuta e stimata la sua attività, che già aveva meritato riconoscimenti ambìti e certificazioni autorevoli come l’ambita ISO 14.000.

La Ditta VALLONE si occupa precisamente di raccolta di rifiuti RAEE (Rifiuti di apparecchiature e elettriche ed elettroniche) che altrimenti finirebbero tra i rifiuti generici: dopo la raccolta, segue la selezione dei materiali e dei minerali, da smaltire o da riutilizzare. Da segnalare che la ditta destina un settore della propria attività allo studio del recupero di nuovi elementi e alle modalità di trattamento, in modo che tutto o quasi venga recuperato. Poi segue l’ultima importante fase del riciclaggio che è quello di offrire il materiale selezionato alle ditte produttrici di nuovi elettrodomestici, per il loro totale reimpiego.
Nel ciclo intero dell’attività dell’azienda, si realizza quella tracciabilità del rifiuto auspicata dal ministro.
Alla ditta Vallone possono rivolgersi sia privati cittadini che enti o aziende che hanno necessità di rinnovare i loro sussidi tecnici e informatici. La ditta offre totale garanzia e affidabilità.




Vallone srl
Loc. Due Pini
01014 Montalto di Castro (VT)